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Stretching : 5 errate convinzioni !!!

novembre 13, 2017 - ALLENAMENTO, BENESSERE

1 La respirazione non serve

Una corretta gestione delle due fasi della respirazione, inspirazione ed espirazione, aiutano ad ossigenare il muscolo, ad avere una postura migliore e di conseguenza ad allungare in modo ottimale i tuoi muscoli. Espira (butta fuori l’aria) durante la fase di allungamento, in quanto durante l’espirazione si ha un tono vagale (stato di eccitazione del sistema parasimpatico) che contribuisce al massimo allungamento. Inspira durante la fase statica, cioè nella fase in cui mantieni l’allungamento raggiunto. Quindi vietato trattenere il respiro.

2 Stretching uguale riscaldamento

Lo stretching può essere uno degli elementi facenti parte della fase di riscaldamento che precedono un allenamento, in quanto contribuisce all’attivazione del processo di vascolarizzazione dei muscoli, ma non può nemmeno essere l’unica fase.  La definizione fisiologica di riscaldamento è quella di incrementare la temperatura dei muscoli e del sangue, per preparare il corpo all’attività fisica. Lo stretching non è in grado di rendere i muscoli caldi a sufficienza per un normale sforzo fisico.

 3 Efficace solo se fa male

In teoria uno dei principali obiettivi dello stretching, è quello di allungare/stirare il muscolo per ottenere un rilassamento muscolare. E’ in dubbio che lo stretching, come tutti le fasi di allenamento, richieda uno sforzo fisico protratto nel tempo, e ripetuto più volte in modo ciclico. Ma è anche vero che il segnale di dolore che riceve il nostro cervello, induce una reazione. Un meccanismo di difesa, detto riflesso miotatico, che consiste in una contrazione muscolare non volontaria attuata al fine di proteggere il tessuto muscolare da eventuali danni. Avvertire dolore durante gli esercizi di stretching non aiuta i muscoli ad allungarsi e rilassarsi, ma la contrario li contrae.

4 Sono sufficienti pochi secondi

Lo stretching è parte integrante del nostro allenamento, quindi in quanto tale ha bisogno di tempi di esecuzione adeguati, perché induca dei benefici. Così come l’incremento della forza muscolare, richiede l’applicazione di un determinato metodo di allenamento con uno specifico numero di serie e ripetizioni, anche lo stretching deve essere affrontato nel modo corretto. Perché il muscolo, in modo particolare il tessuto connettivo (tendini, fasce ecc…) sia in grado di assimilare il beneficio indotto dall’allungamento, ha bisogno di qualche minuto. Il consiglio è quello di mantenere ogni singola posizione di stretching per almeno 90 secondi.

5 La postura non è importante

Così come svolgere un esercizio di potenziamento muscolare, ad esempi lo squat, in modo scorretto sollevando i talloni da terra ed inclinando eccessivamente il busto in avanti, non induce miglioramenti in quanto non stimola in modo corretto i muscoli desiderati, lo stesso vale la fase di stretching. Sbagliare la postura durante un esercizio può essere dannoso. Per ottenere il massimo allungamento di un determinato muscolo, è necessario stimolarlo correttamente e mantenere una postura adeguata. Il corpo rifugge dal dolore e da tutto ciò che lo fa star male. Quindi se un esercizio di stretching provoca un eccessivo dolore, perché effettuato in modo scorretto, automaticamente il corpo cerca di compensare (con una postura sbagliata) mettendo in gioco il lavoro di altri distretti articolari e muscolari che inducono un minor allungamento del muscolo che noi invece desideriamo far lavorare.

Ci sentiamo presto e Buon Allenamento!

Davide Boni.

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